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C O M M E DLA

Μ Μ Ε Α ::

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oco mè d'uopo che ti favelli , o discreto Lettore , intorno a questa nuova edizione della Divina Commedia ; perchè di già il frontespizio ne reca i titoli tutti, i quali non m'è piaciuto mai di mettere per vana pompa , ma per obbligare la mia fede a mantenerne la realtà. Nondimeno m'è caro il pregarti, che ove tu non vegga in ogni parte compiuto ciò che n' aspetti , vogli piuttosto all' insufficienza tribuirlo che ad altra mia più grave colpa: poichè , per quanto non io che son dappoco, ma chiari uomini abbiano data opera all' aumento delle chiose che fece il Lombardi , alla correzione del testo e delle note ; pure non ardisco sperare che siasi ogni cosa fatta bene che all ' ottimo si possa avvicinare . Il testo in pochissimi luoghi è stato cangiato dal Nidobeatino , che detti nell'ultima Edizione del 1816. Moltissime però sono le varianti che ho citate nelle note , quali provengono principalmente da 4 famosi codici. Il primo si è della Biblioteca Vaticana N. 3199, il quale comunemente si crede scritto da Giovanni Boccacci, come asseriva l' Orsino, e come da' Custodi di quella famosa libreria și disse continuamente per antica tradizione, e come il chiamarono parecchi eruditi in opere stampate. La somiglianza del carattere al fac simile annesso di mano del gran Certaldese, l'antichità, la correzione, la bontà del testo sono tutti argomenti che il fan. no riputare per tale. Aggiungi, che alcune rare noterel. le di emendazione vi s'incontrano , le quali dagl'intendenti si ravvisano della penna del Petrarca : e però dicono esser quell' esemplare che scritto di suo pugno il Boccaeci mandò al Cigno di Sorga . Desso è in carta pergamena nitidissima , scritto a due colonne, di lettera semuigotica , ornato di rubriche, e rabeschi a'principj del. le tre cantiche : all' aprirlo che fai , pare che ti domandi rispello. La cortesia del ch. Signor Canonico Baldi già un tempo, quindi del ch. Monsignor Mai , che questo prezioso tesoro mi permisero di svolgere , e confrontare da capo a fondo, mi han reso più devoto di Dante , e meno curante de lunghi e spessi viaggi a quella sommità del

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oco m'è d'uopo che ti favelli , o discreio Lettore , intorno a questa nuova edizione della Divina Commedia ; perchè di già il frontespizio ne reca i titoli tutti, i quali non m'è piaciuto mai di mettere per vana pompa , ma per obbligare la mia fede a mantenerne la realtà. Non'dimeno m'è caro il pregarti, che ove tu non vegga in ogni parte compiuto ciò che n'aspetti , vogli piuttosto all insufficienza tribuirlo che ad altra mia più grave colpa : poichè, per quanto non io che son dappoco, ma chiari uomini abbiano data opera all' aumento delle chiose che fece il Lombardi , alla correzione del testo e delle note ; pure non ardisco sperare che siasi ogni cosa fatta bene che all' ottimo si possa avvicinare

Il testo in pochissimi luoghi è stato cangiato dal Nidobeatino, che detti nell'ultima Edizione del 1816. Moltissime però sono le varianti che ho citate nelle note , le quali provengono principalmente da 4 famosi codici. Il primo si è della Biblioteca Vaticana N. 3199, il quale comunemente si crede scritto da Giovanni Boccacci, me asseriva l' Orsino, e come daCustodi di quella famosa libreria si disse continuamente per antica tradizione, e come il chiamarono parecchi eruditi in opere stampate. La somiglianza del carattere al fac simile annesso di mano del gran Certaldese, l' antichità, la correzione, la bontà del testo sono tutti argomenti che il fanno riputare per tale. Aggiungi , che alcune rare noterelle di emendazione vi sincontrano , le quali dagl'intendenti si ravvisano della penna del Petrarca : e però dicono esser quell' esemplare che scritto di suo pugno il Boccacci mandò al Cigno di Sorga. Desso è in carta pergamena nitidissima , scritto a due colonne, di lettera senii gotica, ornato di rubriche, e rabeschi a'principj delle tre cantiche : all' aprirlo che fai , pare che ti domandi rispelto. La cortesia del ch. Signor Canonico Baldi già un tempo , quindi del ch. Monsignor Mai , che

questo prezioso tesoro mi permisero di svolgere , e confrontare da capo a fondo, mi han reso più devoto di Dante , e meno curante de lunghi e spessi viaggi a quella sommità del

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