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di veleno, o di ferro, o d'altra violenza. E piacque in prima il veleno. Ma se alla mensa del principe si apprestasse, non si poteva imputare al caso, perchè già spento così Britannico; e si mostrava difficile tentar ministri di donna per uso di scelleraggini guardinga contro alle insidie, oltrechè ell'erasi con antidoti corroborata le viscere, Mezzo a velar l'assassinio, se di pugnale perisse, non appariva; e temeva non trovar mano decisa a tanto attentato. Offerse il modo Aniceto liberto, governator dell'armata presso Miseno, educatore della puerizia del Principe, e di scambievole odio acceso contro Agrippina. Mostragli dunque potersi formar tal nave, che;ad arte in mare rompendosi, la sommergesse improvisamente : niente più adatto agli accidenti, che il mare: se pera di naufragio, chi tanto ingiusto , che a scelleraggine ascriva un colpo di vento e d'onde? Aggiungerebbe all estinta il Principe tempio, ed altari, ed ogni dimostrazion di pietà.

4. Piacque l'ingegno, ajutato ancora dal tempo; poichè celebrava a Baja la festività de' Quinquatrj. Trasse cola la madre, spacciando doversi tollerar l'ire de genitori, e placarle, perchè romore' sorgesse del suo riconciliamento e l'accogliesse Agrippina con la credulità delle donne a tutto ciò che rallegrale. Fattosi quindi ad incontrarla sul lido (perocchè d'Anzio veniva ) per man la prende, l'abbraccia, ed a Bauli la mena: così la villa s'appella, che tra Miseno e Baja è da quel golfo battuta. Sorgea tra l'altre pomposa nave, quasi apprestata fosse per onorarla, usando ella di farsi trarre in

Annali Tom. III.

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tris daretur: quippe sueverat triremi, et classiariorum remigio vehi , Ac tum invitata ad epulas erat, ut occultando facinori nox adhiberetur. Satis constitit, extitisse proditorem, et Agrippinam , auditis insidiis, an crederet ambiguam, gestamine sellae Bajas pervectam . Ibi blandimentum sublevavit metum, comiter excepta, superque ipsum conlocata. Nam pluribus sermonibus, modo familiaritate juvenili Nero, et rursus adductus, quasi seria consociaret, tracto in longum convictu, prosequitur obeuntem, arctius oculis et pectori haerens , sive explenda simulatione , seu periturae matris supremus adspectus quamvis ferum animum retinebat.

5. Noctem sideribus inlustrem , et placido mari quietam,quasi convincendum ad scelus ,Dii praebuere. Nec multum erat progressa navis, duobus e numero familiarium Agrippinam comitantibus: ex quibus Creperejus Gallus haud procul gubernaculis adstabat, Acerronia, super pedes cubitantis reclinis, poenitentiam filii, et reciperatam matris gratiam, per gaudium memorabat : cum, dato signo, ruere tectum loci, multo plumbo grave: pressusque Creperejus, et statim exanimatus. Agrippina et Acerronia eminentibus lecti parietibus, ac forte validioribus, quam ut oneri cederent, protectae sunt . Nec dissolutio navigii sequebatur, turbatis omnibus,et quod plerique ignari etiam conscios impediebant. Visum dehinc remigibus unum in latus inclinare, atque ita navem subảnergere. Sed neque ipsis promptus in rem subitam consensus, et alii, contra nitentes, galea da' remator dell'armata. Ed era allora invitata a cena, perchè la notte sorgesse ad occultar l'attentato. Certo è che v'ebbe chi ad Agrippina svelò la trama, ed ella , incerta se crederla, fu tratta a Baja in lettiga. La le carezze le tolsero la paura ; piacevolmente accolta, e sopra lui collocata. Poichè Nerone, ora con giovenile dimestichezza, ed or sostenuto quasi importanti cose le confidasse, tratto il convito a lungo, l'accompagnò nel partire, non si saziando di riguardarla e abbracciarla,o per consumar la frode, o la estrema vista di moribonda madre quell'animo, benchè feroce, ammansiva.

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5. Chiara di stelle, e per queto mare tranquilla reser gl'Iddii quella notte, quasi a convincere la scelleraggine. Non era molto inoltrata la nave, due soli di tanti suoi familiari accompagnando Agrippina, de' quali Creperejo Gallo non lungi stavasi dal timone, Acerronia, sdrajata a' piè di lei che giaceva, il pentimento del figlio e la sua riconciliazion con la madre per gioja rammemorava: quando, ad un cenno, rovinò quivi il tetto grave di molto piombo; e oppresse e spense in un attimo Creperejo. Agrippina e Acerronia dall'elevate sponde del letto, e per ventura gagliarde a segno da non soccombere al peso, furono guarentite. Nè andava a sfascio la nave, perocchè tutti si scompigliarono, e molti non consapevoli gli stessi complici dell'assassinio intrigavago. Parve di poi a'rematori di spingere tutta da un lato e sommergere cosi la nave. Ma nè fur essi al subitaneo impulso concor

dedere facultatem lenioris in mare jactus. Ves rum Acerronia imprudens, dum, se Agrippinam esse , et ut subveniretur matri Principis, clamitat, contis et remis, et, quae fors obtulerat , navalibus telis conficitur. Agrippina silens , eoque minus agnita , unum tamen vulnus humero excepit. Nando, deinde occursu lenunculorum Lucrinum in lacum vecta, villae suae infertur!

6. Ilic reputans, ideo se fallacibus literis accitam , et honore praecipuo habitam ; quodque litus juxta, non ventis acta, non saxis impulsa navis, summa sui parte,veluti terrestre machinamentum , concidisset ; observans etiam Acerroniae necem; simul suum vulnus adspiciens ; solum insidiarum remedium esse, si non intelligerentur; misit libertum Agerinum, qui nuntiaret filio, benignitate deum, et fortuna ejus , evasisse gravem casum:orare, ut, quamvis periculo matris exterritus, visendi curam differret : sibi ad praesens quiete opus. Atque interim , securitate simulata, medicamina vulneri, et fomenta corpori adhibet ; testamentum Acerroniae requiri, bonaque obsignari jubet. Id tantum non per simulationem.

7. At Neroni, nuntios patrati facinoris opperienti, adfertur, evasisse ictu levi sauciam', et hactenus adito discrimine; ne auctor dubitaretur. Tum pavore exanimis, et, jam jamque adfore, obtestans , vindictae properam, sive servitia armaret, vel militem accenderet, sive ad Senatum et Populum pervaderet, naufragium et vulnus et in. di, ed altri, facendo forza in contrario, fecero che la nave a poco a poco affondasse. Acerronia però imprudente, mentre schiarazza ch'era Agrippina, salvin la madre del Principe, con remi, pertiche, e quanti navali ordegni la sorte offerse, fu spenta . Agrippina mutola, e perciò men conosciuta, pur s'ebbe una ferita alle spalle. Nuotando avvennesi in un battello, che per il Lago Lucrino alla sua villa la trasse.

6. Là ruminando, che perciò fu da lettere ingannatrici invitata, e sommamente onorata; che presso al lido, non agitata da venti, non pinta a a scogli, rovinò la nave dall'alto, quale terrestre edifizio; la morte ancor di Acerronia considerando; guardando insieme la sua ferita; e come sol dalle insidie potea salvarla il parere di non intenderle ; manda il liberto Agerino ad annunziare a suo figlio, che per bontà degť Iddii e per sua fortuna scamdi grave pericolo: pregalo, benchè dal rischio della madre atterrito, ad indugiare il pensiero di visitarla: per ora abbisognarle riposo. E intanto, sicurezza infingendo, adoprasi à medicar la ferita, e a ristorare le membra; ordina che ricerchisi il testamento, ed ogni arnese suggellisi di Acerronia ; ciò solo senza simulazione.

7. Ma Nerone , standosi in sull'avviso del consumato attentato, ode com'ella scampò ferita da leggier colpo, e tal pericolo corse da non restarne l'autore ignoto. Agghiaccia allor di paura, e ajuto, grida , ch'ella è già qui ; a vendicarsi già vola, o ch'armi i servi, o che sollevi i soldati, o che al Senato e al popolo si presenti, il naufra

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