Epistolario di L. A. Muratori, Volume 5

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Tipi della Societā tip. modenese, 1903 - Historians

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Page 2142 - Credo io che l'erudito abbia da aver sempre in capo varie vedute, e varie fila per le mani. Se non puō per qualche ostacolo far questa tela, ne lavori un'altra; se non puō fabbricar gran palagi, si metta a qualche ameno giardino, adattandosi .al luogo, al tempo e alle congiunture, e mirando che non gli fugga di mano il tempo che č cosa preziosa.
Page 2136 - Seneca il filosofo, e per si fatto modo m' invaghii, non dirō solo dello stile concettoso e sentenzioso di queir autore, ma ancora della Filosofia Stoica medesimamente da me studiata allora in Epitteto ed Amano, che sembrava a me d' essere divenuto un vivo scoglio, contra cui da lė innanzi avessero indarno da cozzare le disavventure, e le ingiurie della fortuna e degli uomini. Non mi sono mai pentito, nč si pentirā alcuno d' avere imbevuto l' anima di que' rigidi insegnamenti, contenendo essi.
Page 2146 - E qui fra gli altri miei abbagli non vo' dissimularne uno: cioč in mia gioventų altro io non aveva in testa che antichitā greche e romane. Quel grandioso d'allora, quelle magnifiche imprese con tanti esempli...
Page 2146 - Per lo contrario mi facevano male agli occhi le fatture de' secoli susseguenti, la loro storia, i loro scrittori, riti, costumi e imbrogli, trovando io dapertutto del meschino, del barbaro (e infatti non ne manca), e parendo a me di camminare solamente per orride montagne, per miserabili tuguri, e in mezzo a un popolo di fiere ; laonde se mi capitava alle mani qualche storia o operetta di que' rozzi secoli io né pur la degnava d
Page 2138 - Spendano1 e alla storia degli scrittori ecclesiastici e de' concili e poscia ai Santi Padri e ad altri libri di mano in mano di tal professione. Gran campo e delizioso che č quello! se non che la novitā, la quale in altri...
Page 2146 - Dico di pių: essere lo studio di que' secoli bassi per gli eruditi un paese da trafficarvi con isperanza di maggior guadagno che in quello della pių canuta antichitā. Imperocché...
Page 2142 - Bolognese, villeggiando presso 1' antico mio amico il Dottore Giuseppe Bolognesi pubblico Lettore di Bologna, e presso il mio riveritissimo signor Marchese Orsi. Cosė in occasion di godere in Fiorano e Spezzano sul Modenese i deliziosi soggiorni e le grazie deh...
Page 2135 - ... giudicare; e il non osservarsi ivi mondo nuovo da scoprire, ma dover solo aggirarsi come chi č legato al palo intorno a ciō. che tanti altri han detto e ridetto: questi, per tacere altri, sono i motivi, che non lasciano innamorare, o fanno disamorare, non pochi ingegni della scienza Morale e Legale. Che feci io dunque? Tutto quel tempo, che mi restava libero dalle scuole, e dalle conferenze co...
Page 2135 - Oh dolce et ingegnosa conversazion che era quella, a cui non ho mai pių veduta la pari ! Capitarono in quella raunanza le Rime frescamente stampate di Carlo Maria Maggi, e poscia quelle di Francesco de Lemene.
Page 2135 - Poesia era il comune d' allora, cioč quello de' concettini. e delle acutezze anche false : e il Tesauro si mirava non meno da me, che da altri qual idolo a cui si offeriva il meglio de gl

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